Toto Cotugno ha rappresentato l’Italia all’estero con le sue canzoni immortali. Con più di 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e 15 apparizioni sul palcoscenico del Festival di Sanremo, è certamente uno degli artisti più prolifici del panorama musicale italiano. In pochi sanno, però, che ha realizzato alcune canzoni molti particolari.
Le canzoni no sense
Conoscere almeno una canzone che è riuscita a rimanere nella tua mente grazie al suo ritmo più che al significato delle sue parole è oramai pratica comune. Casomai, un brano che per settimane è stato in vetta alla classifica di quelli più ascoltati. In genere, la parte priva di significato della canzone è il ritornello. Parole inventate dalle tre sorelle capaci di entrarti nella testa e non uscirne più!

In effetti, i motivi per il quale ci entrano in testa, potrebbero essere più di uno. È tutto molto soggettivo. Potresti trovare significativa una canzone romantica se hai una relazione in quel momento. Oppure qualcuno che vuole concentrarsi su altri aspetti della vita, troverà quei brani super rilevanti per la propria crescita personale. Al giorno d’oggi, però, ci sono canzoni che stabiliscono nuovi standard di insensatezza. Ne è un esempio l’artista romano Young Signorino, che fa del no sense, la ragione dei suoi testi.
In realtà, anche in passato, questo fenomeno c’è sempre stato. Adriano Celentano con la sua “Prisencolinensinainciusol”, dove scimmiottava la moda italiana di ascoltare le canzoni straniere, senza conoscerne il significato. Ma oltre al mitico Molleggiato, anche Toto Cotugno ha contribuito con alcune canzoni, in particolare “Madmoiselle ca va”, “Rappa Rappa” e “Mi piacerebbe...”.
Toto Cotugno: i successi meno conosciuti
Tra i successi meno conosciuti e no sense, c’è sicuramente “Mademoiselle ça va”. Ecco una parte del testo:
Mademoiselle ça va ça va ça va Oh senorita como va me va me va. Un jour a Capri one day in Copacaba, a Napoli la luna e’ più tropicana. Mademoiselle ça va ça va ça va. Oh meine Fraulein liebelei oh oh oh oh oh Vamos a cantar bailar. Te quiero te quiero yo tengo el sombrero, te quiero te quiero yo soy marinero. Pardon monsieur non parlo russo ne inglese, se balli e ridi tutto il mondo e paese. Te quiero te quiero te quiero te amo cantando un rock napoletano. oh oh oh oh oh oh oh jamme ‘n coppa jamme ja.

Poi, è il turno di “Rappa Rappa”:
Le ragazze di oggi, troppo artificiali Ma se sfioro quei seni belli, naturali Sei tu, sei tu, che spettacolo sei tu Mi arrappa il rappa rappa Pairappa, rappa rappa fammi esplorare un po' Lo sai che scoprirò la luna Me gusta il rappa rappa Pairappa, rappa rappa fatti giocare un po' Lo sai, ci porterà fortuna Dai te gusta il rappa rappa Porca vacca
Infine, in “Mi piacerebbe...” che è una bella provocazione contro chi lo accusava di copiare gli stili degli altri cantanti:
E poi quando dicono che copio Celentano Un po' di Vasco Rossi, che sono un bel ruffiano E allora? Intanto andiamo al mare e poi si vedrà! Su, dai, su dai, ciccia, ma come nuoti bene Ma come nuoti bene, ciccia Di lunedì, di lunedì andiamo al mare Di lunedì, di lunedì, di lunedì...
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